Prime Esperienze
La metamorfosi. Da Checco a “Checca” Cap. 2/2
Lorella65Trav
15.06.2025 |
3.657 |
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"Lo sbocchinò talmente bene e con altrettanta passione che lei stessa se ne meravigliò al punto che il “capo” non resistette a lungo sbottando all'improvviso, una serie di fiotti che la nuova..."
Era la classica giornata estiva, infuocata e con il cielo che, totalmente privo della benché minima nuvola, risplendeva di un azzurro limpidissimo con la sola presenza del Sole che picchiava forte sulle strade del quartiere praticamente deserte.Checco, nonostante quel torrido caldo, comunque avanzava verso la zona che si era prefisso di raggiungere con indosso solo una leggerissima maglietta e un pantaloncino cortissimo di cotone con il laccetto ben stretto e, ai piedi, un paio di scarpe da ginnastica leggere e comode che, per fortuna, almeno non facevano sentire la temperatura dell'asfalto che sembrava liquefarsi ad ogni passo.
Camminò spedito fino all'estrema periferia cercando percorsi un po' all'ombra verso quella meta con la speranza di trovare quello che ovvero qualche nuovo amico con cui a fare quattro chiacchiere e, poi chissà e, quindi, nello stesso tempo con l'emozione che si avverasse quella possibilità che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.
Ma più avanzava più gli sembrava improbabile che, in quel pomeriggio così assolato potesse esserci un pazzo come lui che anziché starsene a casa, sfidasse quelle lande deserte.
A dire il vero, non sapeva neanche se l'idea di andare quel giorno a zonzo fosse una giusta scelta ma lo intrigava moltissimo verificare se, quello che si diceva quasi sottovoce come un segreto di cui non parlarne apertamente e riservato solo a pochissime persone, fosse fondato o fosse solo uno scherzo di qualche buontempone.
Certo, più si allontanava dall'estremo limite dei caseggiati e più aumentava la percezione che quelli fossero posti non particolarmente raccomandabili ma la sua curiosità innata e, soprattutto, il desiderio che aveva sempre avuto, di esplorare, come un novello Ulisse, nuove terre per quella sete di conoscenza, lo spinsero lo stesso a continuare ad andare avanti.
Con questa emozione e con i conseguenti pensieri e aspettative, arrivò nei pressi di una serie di cantieri dove erano in costruzione alcune strutture sportive, un campetto di calcio, un Palazzetto dello Sport e una Piscina coperta ma, anche lì, forse perché erano sospesi i lavori o forse più probabilmente perché a quell'ora gli operai, gli ingegneri e via andare, avevano già smesso di lavorare, non si vedeva in giro un'anima viva.
Checco, allora, molto interessato a quegli impianti che, una volta terminati, gli avrebbero consentito di giocare su un vero campetto di calcio anziché stare sull'asfalto della strada e con solo qualche borsa o zaino che fungevano da porta e il forte desiderio di poter andare in piscina a nuotare che era la cosa che amava di più, decise di andare a dare solo un'occhiata e, poi, ritornarsene a casa.
Qualche decina di metri più avanti, un grosso container, messo di traverso e appoggiato all'alto muro di recinzione dell'impianto sportivo in costruzione, si stagliava netto come un vagone di un treno su un binario morto ma, aperto di sopra e pieno di materiale di risulta.
Non diede che una veloce occhiata a quell'enorme contenitore e, perciò, per vedere più da vicino le costruzioni, avanzò con cautela attraverso un largo foro nella recinzione ma, appena fatti pochi metri, udì un rumore simile a quello di qualcosa che percuoteva qualche altra cosa in modo ritmico.
Si fermò all'istante temendo che ci stesse ancora un operaio che stava sistemando qualcosa e restò in perfetto silenzio col cuore che gli batteva forte nel petto ma, quando, stava già per girarsi e tornare indietro, percepì di sottofondo a quel rumore secco e continuo, una sorta di gemiti che si levavano in modo asincrono tra due di quelle percussioni.
Pensò, allora, che quei gemiti o lamenti fossero proprio di qualche operaio a cui era toccato di fare un improbo lavoro pesante reso ancora più faticoso a causa anche del gran caldo.
Però, subito dopo dovette ricredersi quando sentì chiaramente una giovane voce che diceva “Brava la mia puttanella. Dì la verità, ti piace, eh?”
La voce lamentosa, rispose “Sì, mi piace moltissimo, continua così e non ti fermare!”
“Adesso te lo faccio sentire più forte. Poi, ti faranno lo stesso trattamento anche gli altri e non dire di no perché una cagnolina come te non si deve mai lamentare, capito?”
“Ti ho detto che mi piace ma fai presto che ci sono anche gli altri che aspettano.”
Checco, allora, sporse piano piano la testa per guardare cosa succedeva ma lo spazio creato da quel container e un altro ad esso parallelo, era totalmente chiuso da un grande pannello di compensato e, appena fuori, un ragazzo, più o meno della sua età, stava fumando una sigaretta.
“Che cazzo stai cercando?” chiese a Checco in modo molto scorbutico.
“Stavo guardando i lavori che stanno facendo, ho sentito dei rumori e dei lamenti, almeno così mi sembrava e ho pensato che qualcuno non si sentisse bene e avesse bisogno di aiuto.”
“E' tutto a posto, adesso vaffanculo e togliti dalle palle velocemente. Chiaro?”
“Scusa, vado via subito.” rispose Checco intimorito da quel tono usato ma sempre convinto di altro.
“Che cos'è tutto questo casino?” quasi urlò una voce oltre il pannello.
“Niente di importante, è solo un ragazzo un po' troppo curioso ma, se può interessarti, secondo me, non gliene frega un cazzo dei lavori perché, forse, sta cercando qualcos'altro.”
“Aspetta, arrivo, voglio proprio vedere com'è e che cosa sta cercando.” rispose la voce da dentro
La “porta” si aprì e un ragazzo, forse di un anno o poco più grande, uscì mentre, chissà perché, finiva di sistemarsi la patta del bermuda e non sembrava affatto a disagio.”
Squadrato Checco da capo a piedi, gli disse “Con tutto questo caldo torrido e con nessuno in giro, o devi essere un pazzo oppure è vero che stai in cerca di qualcosa. Non mi dai, però, l'impressione di essere uno totalmente fuori di testa e, quindi, dimmi che ci fai qui!”
Checco stava per rispondere ma, dall'altra parte del pannello si udì una voce anch'essa giovane “Beh, è bello largo, il mio amico ha fatto proprio un buon lavoro. Eh, cagnolina?”
“Cosa succede di là?” chiese Checco
“E a te che cazzo ti interessa? E' solo un gioco che stiamo facendo ma, visto che sei così tanto curioso, vuoi vedere che gioco è? Magari chissà potrebbe interessarti, o forse no?”
“Non mi tiro mai indietro soprattutto davanti a cosa che non conosco e perciò, sì mi piacerebbe scoprire che gioco è, chissà potrebbe anche essere qualcosa che mi intriga molto.”
“Guarda, adesso ti faccio entrare ma sappi che quello che vedrai dovrà rimanere segretissimo perché se ne parlerai con qualcuno, potresti passare dei brutti momenti. Sei sicuro di voler entrare?”
“So benissimo tenere per me qualsiasi cosa vedo o sento, perciò, tranquillo scosta questo pannello.”
“Mi sembri un ragazzo affidabile, ok allora.” fu la risposta che ricevette Checco.
Poi, si rivolse al ragazzo che stava fumando nuovamente “Tu resta qui e continua a controllare se viene qualcuno, tra una decina di minuti, ti verrà dato il cambio e vieni a giocare anche tu” e, mentre diceva quelle parole, aprì il pannello giusto quel tanto per passare entrambi di sbieco.
La scena che Checco intravide nel momento in cui stava ancora per entrare gli diede la risposta ai suoi interrogativi riguardo ai rumori e i lamenti che gli erano arrivati alle orecchie e, si fermò.
In fondo a quella specie di corridoio un ragazzo stava con le mani appoggiate alla parete esterna del container a culo nudo, a 90° mentre, alle sue spalle, un ragazzo, forse di 14/15 anni, munito di preservativo gli era totalmente dentro e se lo stava scopando con furiosi affondi, col suo grosso pene, lungo e piuttosto largo procurando alla “cagnolina” ulteriori e più lunghi lamenti di piacere.
“Allora è proprio vero che non ti basta mai considerato che appena ieri ti sei fatta sfondare.”
“E' bellissimo, non potete neanche lontanamente immaginare quanto sia bello e se dipendesse solo da me, lo farei anche tutti i giorni.” fu la risposta.
“Noi non lo sapremo mai perché non siamo delle checche come te ma ti garantisco che avertelo rotto è stato bellissimo ed eccitante , cara la nostra puttanella e, visto che hai voluto fartelo rompere alla grande, ci organizzeremo per fartelo almeno un paio di volte a settimana. Ma dimmi, hai sempre quella immensa voglia di fare pompini?” chiese un altro ragazzo lì vicino.
“E' una cosa che mi manda letteralmente in estasi come avete già visto e avrete capito che mi piace gustarmelo fino in fondo alla gola e poi ingoiare tutto la sborra bella e calda. State sicuri che vi farò impazzire di piacere anche tutte le prossime volte quando butterò giù tutto quello che mi avrete scaricato in bocca senza lasciarne una sola goccia fuori!”
Quello che era uscito a parlargli, probabilmente il “capo” di quei ragazzi, approfittando della posizione in cui Checco era rimasto, lo prese per il braccio e gli chiese sottovoce se gli interessasse quello che stava vedendo.
“Ma, quel ragazzo è d'accordo?” rispose Checco.
“Certo che è d'accordo, ce lo ha chiesto direttamente lui di rompergli il culo perché si era sempre sentito una “checca” e lo aveva desiderato per lungo tempo.” e mentre diceva questo, gli aggiunse “Che bello che sei” e palpeggiandogli il fondoschiena, aggiunse “E guarda che bel culo che hai!”
“Checco sentì un brivido che gli fece rizzare i peli sulle braccia anche se erano quasi inesistenti.
“Ti piace se ti tocco?” gli chiese il “capo”
“Ti do una indicazione che ti farà capire tutto. Il mio nome è Francesco ma tutti mi chiamano “Checco”
“Per caso mi stai dicendo che se tu fossi una ragazza ti chiamerebbero “Checca”?
“Se lo fossi, sì quello potrebbe essere il mio nome!” rispose con un fil di voce.
“Ho capito, ti piace il cazzo e vorresti diventare anche tu una “cagnolina” da montare, è così?”
“E' una cosa che, poco a poco, ha fatto breccia nella mia mente e non mi lascia più e, per questo, sì mi piacerebbe proprio provare” rispose
“Ti sei fatta già rompere il culo?”
“No, sono vergine!”
“Wow, ancora vergine! Che meraviglia!”
“Vergine anche per quanto riguarda leccarlo e succhiarlo fino a farti sborrare in bocca?”
“Non ho mai fatto pompini.”
“Ottimo, così ti sverginiamo sia il culo che la gola. Se poi, di andasse di darci la dimostrazione che veramente desideri diventare una “checca, sarebbe il massimo”
“Aspetta, voglio guardare solo qualche minuto come vi comportate voi e, soprattutto, cosa fa la “cagnolina” così la posso perfettamente imitare per il mio e il vostro piacere.”
“Ok, per noi va benissimo ma solo per qualche minuto, però.”
“Beh, per quanto mi riguarda, non ho alcun problema se lui mi guarda mentre godete e mi fate godere e, perciò, sono anche pronto a prenderne due alla volta.” esclamò la “cagnolina” staccandosi per un attimo con la bocca dal cazzone che stava succhiando avidamente.
“Bada a quello che dici, ricordati che quando parli di te devi usare solo il femminile tant'è che ti chiamiamo “cagnolina” “puttanella” “zoccola” “vacca” “troia” “maialina” che, come vedi, sono tutti termini femminili e farai lo stesso parlando del nostro nuovo amico quando sarà diventata la “checca” che sogna di diventare.” le disse il “capo” perentoriamente.
“Scusami, hai perfettamente ragione. Mi correggo, sono pronta a far godere tutti e a prenderne anche due alla volta.” disse sommessamente la “cagnolina”.
“Brava, è così che si parla e, per premiarti, domani a casa di mia nonna, che è andata a vivere in una Residenza per Anziani e che, quindi, è a mia completa disposizione, basta solo prendere le chiavi e lì, saremo al sicuro e indisturbati perché i miei non ci andranno mai e così abbiamo un bel po' di ore a disposizione tutte per te. Ti va l'idea?” chiese il “capo”
“Moltissimo, un pomeriggio intero tutti per me, non vi deluderò, farò qualsiasi cosa mi chiediate di fare, mi potrete scopare anche più volte e berrò tutta la vostra sborra e, se farai partecipare anche altri, non mi tirerò indietro.” rispose la “cagnolina” che sembrava davvero totalmente in calore.
Fu un solo attimo, meno di un battito di ciglia, quello in cui Checco associò il ricordo dell'uomo dentro il cinema e l'eccitazione che aveva provato al ricordo del piacere che aveva provato nel sentire la sua coscia spingere contro la propria e, poi, quello che non aveva voluto confessare ai suoi amici, la scossa che gli aveva attraversata la spina dorsale e l'anima quando la sua mano, guidata da quella dell'uomo, aveva toccato e palpeggiato per una manciata di secondi o forse un minuto, la patta dei suoi pantaloni sotto la quale aveva avvertito la presenza di un cazzo di dimensioni che gli erano sembrati mostruose e, sotto, due palle grossissime e durissime.
Perciò, volle dimostrare al “capo” quanto fosse forte il suo desiderio e appoggiò la sua mano sul pacco del “capo” così come aveva fatto con l'uomo del cinema e provando di nuovo la stessa emozione che aveva allora provato.
“Beh, sembri proprio un ragazzo deciso e me lo hai già fatto diventare durissimo.”
“Sono deciso perché ho già preso la decisione di quello che voglio e non torno più indietro.”
Ma quando vide la “cagnolina” che mentre succhiava un ragazzo appoggiato al container e, nello stesso momento, un altro l'aveva già penetrata fino alle palle e la scopava con foga, giratasi con lo sguardo verso di lui gli aveva fatto un sorriso con aria di superiorità e di sfida e, allora decise che era arrivato il momento di non avere più indecisioni di sorta e, quindi “Sono pronto, dimmi cosa fare ed io lo farò” disse al “capo”.
“Benissimo, era ora che ti decidessi. Dai, spogliati completamente e resta con le sole scarpe che il terreno scotta tanrissimo.” e, quando lo vide completamente nudo “Che magnifico culo che hai, ragazzo mio, farebbe impallidire di rabbia e di invidia molte donne e anche molte ragazze.”
“Hai detto che hai una casa dove andare per farlo con calma e in maggior sicurezza e sarebbe la situazione migliore, lontano da occhi indiscreti e sarei anche più tranquillo.”
“Se questo è il tuo desiderio, dopo ti do l'indirizzo e capisco che questo non è il momento né il luogo dove dare il tuo culo da aprire come si conviene ad una bella “checca” come te. Quindi, accovacciati e succhiamelo ma attenta ai denti che potrei farmi male. Se vuoi, ti posso sborrare direttamente in bocca come si fa alle “checche” e vedrai che ti piacerà così tanto che vorrai ingoiare anche quello del mio amico che, tra l'altro, sborra come una fontanella. Guarda quanto è diventata brava la “cagnolina e come geme ad ogni affondo del bel cazzone quanto le piace che l'altro le scopi la gola ma, aspetta solo un attimo che sta per sborrare e vedrai in diretta quanta ne riesce ad ingoiare quella troiona perfetta adoratrice del cazzo.”
Infatti, un attimo dopo, Checco vide che l'altro ragazzo aveva aumentato la velocità tenendo la “cagnolina” stretta per il capo mentre le inferiva veloci affondi grugnendo come un porco col suo bastone di carne praticamente sparito alla vista dentro quella bocca ben chiusa intorno all'asta.
E capì che aveva cominciato a sborrar solo perché, forse per non soffocare, lei aveva aperto di poco le labbra e la potenza del getto era stata talmente forte che un abbondante fiotto le era fuoriuscito, in parte cadendo per terra e in parte sulla stessa asta che lei, per con enorme libidine, continuava imperterrita in quello strabiliante pompino e, evidentemente ancora non soddisfatta, quando l'altro ragazzo si sfilò in fretta il preservativo, lei spalancò nuovamente la bocca e tirando fuori la lingua, restò in attesa della nuova sborrata che non tardò ad arrivare inondandola interamente di seme bianco e caldo che lei, esperta e vogliosa qual era, buttò giù a più riprese.
Poi, si girò verso Checco guardandola con aria di superiorità “Prova a fare anche tu così, se ne sei capace, cosa di cui dubito fortemente!” esclamò con un sorrisetto maligno.
“Ti piacerebbe diventare brava come lei?” le chiese il “capo”.
“Io diventerò molto più brava!” rispose Checco con fierezza.
“Allora datti da fare, dimostralo quanto sei porca e, domani farete una bella gara a chi è più troia.”
Checco, allora, gli slacciò la zip del pantalone e, subito dopo, gli tirò fuori la mazza rimanendo a bocca aperta per la meraviglia di quello che aveva davanti a sé, un cazzo di almeno 20 centimetri con una cappella davvero enorme che sovrastava un'asta che andava ad allargarsi molto di più verso la base e, poi, lo fece sparire nella sua cavità orale, diede luogo ad un nuovo e appassionato pompino che meravigliò tutti i presenti compreso la “cagnolina”.
Lo sbocchinò talmente bene e con altrettanta passione che lei stessa se ne meravigliò al punto che il “capo” non resistette a lungo sbottando all'improvviso, una serie di fiotti che la nuova “checca” deglutì uno dietro l'altro e, quando finirono, sempre accovacciata girò su sé stessa buttandosi a capofitto sul cazzo dell'altro che, il “capo” aveva descritto capace di sborrare come una fontanella.
E infatti, così fu ma non solo come una fontanella, anche se le furono scagliati in fondo alla gola, almeno sette/otto fiotti ma anche per la potenza del getto e, in men che non si dica, l'intera bocca ne fu totalmente piena e lei, girandosi verso la sua ormai chiara avversaria, la guardò per una attimo con lo stesso sorriso maligno e, poi, proseguì a pulire entrambe le mazze da tutti i residui di sborra che sostavano sulle due cappelle e, girandosi nuovamente verso la “cagnolina” le fece vedere quanta ne aveva ancora in bocca e con un unico gesto, ingoiò tutto ma proprio tutto.
Quando tutto finì, Checco dopo aver fatto controllare che sul viso, sul collo e sul torace non ci fossero residui di seme chiese al “capo” quando pensava di poter organizzare a casa di sua nonna.
“Sei stata staordinaramente brava e mi hai fatto godere tantissimo ed io sono certo che diventerai ancora più brava fino a diventare una grandissima ciucciacazzi, manca solo il piacere di romperti il culo per proiettarti nella vita che hai sempre immaginato ma che ancora non avevi capito esattamente che è proprio quello della tua natura. Perciò, domani vieni, alle tre del pomeriggio all'indirizzo che ti darò tra poco e, dopo che ti avrò aperta totalmente, ti scoperanno anche gli altri o, se preferisci, anche due alla volta uno nel culo e l'altro in gola.”
“Adesso che la “checca” che era silente dentro di me si è finalmente palesata così prepotentemente, farò tutto quello che vorrete. Ma non viene anche lei?”
“Certo che viene, lei è sempre disponibile, magari potreste diventare anche amiche e fare una specie di gara a chi è più brava e ci fa godere di più e per la più brava ci sarà un ulteriore trattamento molto particolare.” fu la risposta.
“In che senso, un trattamento particolare?” chiese
“Tu pensa a vincere la gara e lo scoprirai!” rispose il “capo.”
“Se è come mi hai spiegato che, una volta rotto sarà tutto più facile e piacevole e visto che ho troppo voglia di diventare una puttanella coi fiocchi , insomma la vostra vacca da sfondare e ora che finalmente, ho scoperto la mia vera natura, potrete chiedermi qualsiasi cosa ed io lo farò.”
“Ok, questo è il mio numero. Nel caso in cui non potessi venire, me lo fai sapere che spostiamo ad altro giorno. Non voglio perderti proprio ora che ti ho conosciuto.”
“Tranquillo, ci sarò. Mi avete fatto godere come una vacca e voglio continuare a godere ancora.”
Quindi si lasciarono e Checco riprese la via di casa pensando già al giorno dopo, sperando che la nonna stesse bene ma anche che i suoi si fermassero magari qualche giorno in più perché ormai si era lanciata nella sua nuova dimensione nella quale avrebbe alternato la normale immagine di bravo ragazzo a quella, nascosta e parallela, della più sfrenata femmina adoratrice di Sua Maestà il Cazzo e più avanti decidere quale percorso seguire nella vita.
Care lettrici e cari lettori, questo secondo capitolo potrebbe essere l'ultimo di questa storia ma potrebbe rappresentare “solo” una seconda tappa alla quale dare un seguito per conoscere se il giorno dopo, si recò o meno, a casa del “capo”.
Confido, pertanto, sui vostri commenti e avere un vostro pensiero riguardo al se vi intriga sapere come eventualmente si svilupperà.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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